CELIACHIA, SENSIBILITA' AL GLUTINE o ALLERGIA AL FRUMENTO?

IL GLUTINE

Il "glutine" (dal latino "gluten-tinis": glutine, colla; dall'inglese "glue": colla) è un complesso alimentare, costituito principalmente da proteine, che si forma durante l'impasto, in seguito all'unione delle farine di alcuni cereali con l'acqua. Esso si presenta come un reticolo viscoelastico ed è costituito da due classi di proteine: le "gluteline" e le "prolammine".
Tali proteine assumono nomi diversi a seconda del cereale in cui sono contenute. Ad esempio, nel glutine derivato dal frumento esse si chiamano rispettivamente "glutenine" e "gliadine". Costituiscono l'80% dell'intera frazione proteica presente nella cariosside del frumento, mentre il restante 20% è costituito da altre proteine quali le "albumine" e le "globuline".

LA CELIACHIA

DEFINIZIONE

Per "celiachia" o "malattia celiaca" si intende l'intollerenza permanente al glutine ovvero quella malattia immunomediata dell'intestino tenue causata dalla reazione del sistema immunitario in conseguenza dell'assunzione di prolammine (proteine del glutine) quali, per citarne alcune, la gliadina (proteina del glutine che si trova nel grano), la secalina (proteina del glutine che si trova nella segale), l'hordeina (proteinza del glutine che si trova nell'orzo) e cioè, più precisamente, di quelle prolammine presenti nei cereali appartenenti alla famiglia delle Triticeae (farro, kamut, orzo, segale, triticale, ecc.).

L'assunzione di tali prolammine scatena la produzione di specifici anticorpi, la cui azione danneggia la mucosa intestinale, con conseguente atrofia (progressiva riduzione) dei villi che rivestono l'intestino tenue (fino alla loro scomparsa) e riduzione della capacità di assorbimento delle sostanze nutritive.

Sua variante è la "dermatite erpetiforme", patologia che si scatena in soggetti geneticamente predisposti, caratterizzata da lesioni cutanee specifiche e distintive, che regrediscono dopo l’eliminazione del glutine dalla dieta. Molto raramente si presenta con le caratteristiche lesioni della mucosa duodenale, proprie della celiachia.

I SINTOMI

La sintomatologia varia da soggetto a soggetto e include diarrea cronica, dolore addominale, gonfiore addominale, astenia, anemia, ritardo della crescita nei bambini, cambiamenti comportamentali, crampi muscolari, dolori articolari, danneggiamento dello smalto e colore dei denti, irregolarità dei cicli mestruali.

In alcune forme atipiche, tali sintomi possono essere del tutto assenti oppure dare luogo a sintomi extraintestinali di tipo neurologico e correlati al malassorbimento, comportando in ogni caso il danneggiamento dei tessuti intestinali. In tali fattispecie la diagnosi è spesso effettuata in età adultà.

LA DIAGNOSI

La diagnosi della celiachia si divide in due momenti.

In un primo tempo si esegue l'esame del sangue finalizzato ad accertare la presenza o meno di alcuni anticorpi come l'antigliadina (AGA), l'antirecolina (ARA) - questo solo nei bambini fino al terzo anno di età, l'antiendomisio (EmA) e le anti-trasglutaminasi (IgA e IgG).

In un secondo momento, in caso di esito positivo dell'esame del sangue, viene effettuata l'analisi al microscopio di un frammento di mucosa intestinale prevelevato tramite biopsia per accertare lo stato di atrofia dei villi.

Molto importante è NON mettersi a dieta prima della diagnosi certa della malattia: infatti con la dieta priva di glutine scompaiono i sintomi della celiachia ed anche i villi intestinali riprendono la loro regolare attività, rendendo di fatto impossibile eseguire una corretta diagnosi.

LA CURA

Attualmente, l'unica "cura" efficace è la dieta permanente priva di glutine. L'eliminazione del glutine dalla dieta consente il ripristino del naturale equilibrio della mucosa intestinale, consentendo la ricrescita dei villi. La capacità di ripresa e di recupero dei tessuti danneggiati dipende, però, anche da molti altri fattori, come ad esempio l'età in cui avviene la diagnosi e il grado di danneggiamento dei villi.

Se la celiachia non viene curata tempestivamente, la mancata eliminazione del glutine dalla dieta può portare l'insorgenza di patologie che con il tempo possono diventare permanenti ed indipendenti rispetto ai problemi legati a tale intolleranza. Tra queste vi sono l'osteoporosi, la tiroidite autoimmune, l'artrite reumatoide e, nei bambini, il ritardo nella crescita.

CENNI STORICI

La nascita della celiachia si può datare a circa 10.000 anni fa e cioè quando fu introdotta la coltivazione dei cereali nella "Mezza luna fertile". L'introduzione del grano mise in evidenza che una significativa percentuale di soggetti, predisposti geneticamente, non si adattava a questo tipo di alimento. Tale predisposizione impediva ai loro organismi di riconoscere il grano come alimento tollerabile ma, anzi, lo rendeva ostile. Fu solo nel 250 d.C. che un medico, Areto di Cappadocia, segnalò per la prima volta la malattia celiaca nell'adulto definendo il soggetto celiaco con il termine “koiliakos” ovvero “…coloro che soffrono negli intestini…”, mentre nel bambino la malattia venne segnalata in tempi più recenti e cioè nel 1888 da Samuel Jones Gee. Il termine "celiachia" apparve nel XIX secolo grazie ad una traduzione di quella che viene generalmente considerata una della prime descrizioni in greco antico della malattia da parte del citato Areto di Cappadocia.

LA SENSIBILITA' AL GLUTINE

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L'ALLERGIA AL FRUMENTO

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